La forza dell’ascolto per il raggiungimento della serenità

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ascolto anziano

Spesso e volentieri il rapporto con i nostri cari, nonni, zii o padri che siano si complica nel momento più difficile della loro vita, l’anzianità. I ritmi di adulti e anziani sembrano infatti contrapporsi ed allontanarsi vicendevolmente con il passare degli anni, proprio perché velocità, ambizione, impegni lavorativi e responsabilità familiari difficilmente si allineano alla tranquillità di persone ormai da tempo lontane da tutto questo.

Ecco allora che il grande dispiego di energie che ogni giorno produciamo per raggiungere i nostri obiettivi, può riversarsi inconsapevolmente sulla nostra famiglia di origine, quella che ci ha formato e consentito di essere ciò che siamo, allontanandoci da essa e minando in molti casi proprio la serenità dei nostri cari anziani.

Questo allontanamento può avvenire per varie ragioni: spesso pensiamo che gli anziani non siano più in grado di comprendere fino in fondo le difficoltà che stiamo attraversando, che siano ormai lontani anni luce dalle dinamiche sociali e lavorative che coinvolgono la nostra generazione o che siano forse poco obiettivi e lucidi per darci utili consigli. In realtà non è così. Attingere da chi ne sa più di noi, da quell’essenziale fonte di saggezza incarnata dalle nostre radici è molto meno banale e potenzialmente più fruttifero di quanto si possa pensare. Chi ci ha formato ed educato è infatti colui che in molti casi è passato prima di noi da problematiche che comunemente viviamo e che ha saputo risolverle con fatica e dolori, ma anche con estrema sapienza, proprio perché la vita gli ha insegnato a passare sulle difficoltà.

Gli anziani, poco rispettati nella società occidentale, hanno molto più da dire e insegnare di quanto siamo portati a pensare, ma per rendercene conto dobbiamo far leva su una qualità umana apparentemente oggi desueta: l’ascolto.

Quante volte ci siamo sentiti ripetere le stesse storie dai nostri genitori? Ma allo stesso tempo quante volte le abbiamo realmente ascoltate, approcciandosi ad esse con la giusta attenzione? Provare a porre interesse a quanto ci viene spesso raccontato non potrebbe forse conservare risvolti per noi interessanti?

Confrontarci con i nostri cari, parlare con loro, ma in modo costruttivo e attivo, dove il duplice scambio è una costante può rappresentare un notevole aiuto per entrambe le sfere coinvolte. Per noi la possibilità di trovare nei racconti la giusta spinta per risolvere complesse situazioni personali che pensiamo di poter affrontare da soli, per loro la preziosa possibilità di raccontare, parlare, ma soprattutto ricordare, per trovare nel passato quel giusto collegamento con un presente che possiede più senso di quanto essi pensino.

L’anziano: una fonte di buoni consigli

La grande sfida di un anziano è proprio quella di continuare a sentirsi utile e presente per figli e nipoti; egli sa benissimo che non potrà più essere quel faro indicatore come lo è stato anni addietro, ma allo stesso tempo può rendersi conto di rivestire un ruolo fondamentale. Gli anziani non sono semplici persone da accudire ed aiutare, ma anche sapienti dispensatori di utili consigli che anche in età avanzata continuano ad essere indispensabili per lo sviluppo educativo del nostro nucleo familiare.

Fare riferimento ad essi, ascoltandoli e stimolandoli al dialogo può dare soddisfazioni inaspettate, perché come dice un vecchio detto africano, continente in cui l’anzianità è per contro sinonimo di guida e sapienza: “Il giovane cammina più veloce dell’anziano, ma l’anziano conosce la strada”.


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