La “patente di qualità” per badanti, baby-sitter e colf. Una mossa per sconfiggere il lavoro irregolare.

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Una nuova norma Uni consente la certificazione delle competenze degli assistenti familiari

Si stima che nel settore del lavoro domestico siano irregolari sei lavoratori su dieci, infatti, come dimostrano i dati raccolti dalla Associazione nazione dei datori di lavoro domestico e da Idos (centro studi che annualmente elabora e pubblica il Dossier statistico sull’immigrazione) in Italia il comparto del lavoro domestico vede complessivamente l’impiego di 2 milioni di addetti, dei quali 800mila sono assunti con contratto regolare, mentre 1,2 milioni sono i lavoratori irregolari, i cosiddetti lavoratori “a nero”.

La situazione potrebbe migliorare e vedere un aumento dei regolari proprio grazie all’introduzione di questa nuova norma Uni (entrata in vigore il 12/12/2020), ovvero grazie all’introduzione della “patente di qualità” per badanti, baby-sitter e colf.

Non si tratta solo di un tentativo a incentivare i contratti di assunzione regolari, ma si tratta anche di colmare un vuoto legislativo: infatti, finora in Italia non esisteva un sistema nazionale di certificazione delle competenze per i lavoratori del settore domestico. Adesso, su base volontaria, sarà possibile certificare conoscenze, abilità e competenze professionali acquisite secondo standard europei.

 

Come accedere alla certificazione della “patente di qualità”

I prerequisiti necessari

Tra i prerequisiti necessari si evidenziano una conoscenza basilare della lingua italiana e la partecipazione a un corso di formazione. Infine, è fondamentale aver lavorato almeno 12 mesi (anche non consecutivi) con un contratto in regola. È importante sottolineare il fatto che sia la partecipazione ai corsi di formazione che il lavoro in regola per 12 mesi devono riferirsi necessariamente agli ultimi tre anni.

 

I corsi di formazione

La norma Uni che certifica “la patente di qualità” richiede – a chiunque intenda acquisirla – una conoscenza dettagliata e approfondita delle conoscenze, delle abilità e delle competenze legate ai compiti previsti per il personale domestico tutto, in tutte le sue specializzazioni. Dunque, per certificare le competenze come badante o baby-sitter sarà necessario possedere anche le competenze come collaboratori familiari.

Per acquisire la formazione necessaria per svolgere il proprio lavoro e conseguire la “patente di qualità” gli interessati dovranno seguire dei corsi di formazione in grado di prepararli non solo al superamento della prova, ma anche in grado di prepararli ad uno svolgimento ottimale ed empatico del proprio lavoro.

 

Come fare per certificare le proprie competenze

I lavoratori domestici interessati a conseguire l’esame di certificazione delle proprie competenze dovranno affrontare un esame in grado di valutare l’effettiva acquisizione delle competenze, appunto, delle conoscenze e delle abilità necessarie per lo svolgimento corretto del ruolo rivestito lavorativamente.

Solidali è da sempre attento allo sviluppo e alla maturazione professionale del proprio personale e per questo offre corsi di formazione – tenuti da docenti esperti e selezionati scrupolosamente – che non si limitano alla didattica del ruolo, ma che costituiscono un processo articolato che inizia dall’individuazione delle esigenze del mercato professionale e che si conclude con l’assistenza durante la ricerca di lavoro. Scopri di più su Solidali Academy


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